Il cambio USD/JPY ha superato quota 161, portando lo yen ai minimi degli ultimi quarant’anni. La discesa della valuta nipponica segue le indicazioni giunte dalla Federal Reserve, che nella riunione di mercoledì ha confermato i tassi statunitensi al 3,5%-3,75%, ma ha alzato le aspettative per ulteriori rialzi futuri. Ne è scaturito un rapido rafforzamento del dollaro che ha spinto l’indice DXY sui massimi dal maggio 2025, mettendo sotto pressione la valuta del Sol Levante.
Le misure inefficaci di Tokyo
Le autorità giapponesi, guidate dal premier Sanae Takaichi, sembrano pronte a intervenire. Il ministro delle Finanze, Satsuki Katayama, ha recentemente ribadito al G7 la disponibilità ad adottare misure decise contro le speculazioni. Tuttavia, le precedenti azioni dirette del Ministero delle Finanze, che avevano mobilitato oltre 70 miliardi di dollari tra aprile e maggio, e il recente aumento dei tassi di interesse della Bank of Japan ai massimi da tre decenni non hanno sortito l’effetto sperato.
Gli esperti rimangono scettici sulla possibilità di un’inversione del trend. Secondo Masahiko Loo di State Street Investment Management, le misure adottate finora sono state un mero “cerotto su una ferita da arma da fuoco”. La debolezza strutturale dello yen, aggravata dai rendimenti elevati dei Treasury USA e dalla politica fiscale espansiva del governo Takaichi, continua a pesare sul cambio, rendendo i proclami di Tokyo inefficaci per via di una scarsa capacità di sorpresa nei mercati.
Fonte: Money.it