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Markets & Finance
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Jeremy Grantham: “Il capitalismo uccide il futuro, tra 50 anni l’umanità rischierà l’estinzione”

L'investitore leggendario, famoso per aver previsto le grandi bolle finanziarie, lancia ora un allarme drammatico sui rischi ecologici e sulla fertilità umana.

Foto   Money.it

Jeremy Grantham, co-fondatore di GMO e figura storica degli investimenti globali, noto per la sua capacità di anticipare il crollo delle bolle speculative, ha spostato il suo focus su un pericolo ben più grave del mercato. Attraverso la sua fondazione, ha impegnato quasi l’intero suo patrimonio per combattere il degrado ambientale, lanciando un monito senza filtri sul destino della specie umana.

La cecità dei mercati finanziari

In un recente dialogo con esperti del settore, Grantham ha evidenziato come il sistema capitalista sia strutturalmente incapace di gestire la crisi ecologica. Secondo l’investitore, la priorità assoluta di generare profitti immediati per gli azionisti costringe le imprese a ignorare i danni a lungo termine. In questo quadro, i costi sociali e ambientali sono sistematicamente esternalizzati, lasciando che il benessere collettivo e la salute pubblica siano sacrificati sull’altare del rendimento finanziario.

Uno dei rischi più allarmanti secondo Grantham è il crollo dei tassi di fertilità maschile, legato all’uso pervasivo di sostanze tossiche come i pesticidi. L’investitore avverte che, se non si elimineranno queste sostanze dalla catena alimentare e dai prodotti di consumo, tra vent’anni le giovani coppie potrebbero necessitare di assistenza medica per concepire. La proiezione più cupa è ancora più radicale: nell’arco di cinquant’anni, l’umanità potrebbe trovarsi di fatto incapace di riprodursi naturalmente.

Fonte: Money.it

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