La Cgil ha ufficialmente alzato l’asticella della polemica politica e finanziaria regarding il progetto del ponte sullo Stretto. Oggi il sindacato ha depositato un esposto formale presso la Corte dei Conti, invitando i magistrati contabili a valutare un possibile danno erariale. L’obiettivo è far luce sulla compatibilità economica di un’opera dalle dimensioni titaniche in un contesto di vincoli di bilancio.
Infrastrutture reali contro simboli politici
Le motivazioni legali avanzate dalla Cgil poggiano su una distinzione netta tra spesa simbolica e utilità pratica. Nel documento si sottolinea come ogni euro destinato alla realizzazione del collegamento fisico tra Sicilia e Calabria rappresenti di fatto un’amputazione finanziaria per le altre infrastrutture del Sud. Non si tratta, secondo il sindacato, di una contrapposizione ideologica pregiudiziale, ma di una questione di allocazione razionale delle risorse pubbliche.
Il timore espresso è che il focus quasi esclusivo sul Ponte possa compromettere la manutenzione e la modernizzazione di reti viarie e logistiche già esistenti e indispensabili per l’economia meridionale. La richiesta alla magistratura contabile mira quindi a verificare se questa scelta di investimento sia conforme ai principi di buon andamento e corretta gestione della spesa pubblica.
Fonte: ANSA