Una svolta significativa nella politica della mobilità italiana è attesa per il prossimo 1° ottobre, data in cui dovrebbe entrare in vigore il blocco della circolazione per i veicoli diesel Euro 5. La misura, che salvo proroghe impatterà su circa un’auto su sette nel Nord Italia, mira a ridurre drasticamente le emissioni inquinanti nelle aree a più alta densità traffico e industriale.
Il perimetro delle restrizioni
Le limitazioni interesseranno principalmente il bacino della Pianura Padana, coinvolgendo quattro regioni chiave: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Sebbene si attenda il testo definitivo e l’ok formale dal governo centrale, le regioni stanno procedendo con l’adeguamento alle normative europee sulla qualità dell’aria. È importante precisare che il divieto riguarderà esclusivamente i motori a gasolio immatricolati tra il 2011 e il 2015, esentando quindi i modelli a benzina della stessa classe.
I dati di mercato evidenziano come la misura colpirà una vasta gamma di veicoli ancora molto diffusi. Secondo le analisi, i marchi più coinvolti in proporzione sono FIAT (13%), Audi (10%) e BMW (9%), seguiti da Mercedes e Volkswagen. Tra i modelli più a rischio restrizione troviamo la Fiat Panda, la Fiat 500, l’Alfa Romeo Giulietta, la Volkswagen Golf e i SUV della serie X di BMW.
Le conseguenze per gli automobilisti interessati saranno notevoli. Oltre alle limitazioni negli spostamenti urbani e pendolari, chi violerà i divieti potrà affrontare sanzioni pesanti. Sul fronte economico, c’è il rischio concreto che il valore di mercato di questi veicoli crolli, trasformando auto un tempo considerate economiche in beni difficili da rivendere o costosi da gestire per chi necessita di spostamenti giornalieri nelle zone a traffico limitato.
Fonte: Money.it