Per i pensionati che si trovano a gestire assegni mensili inferiori ai 500 euro, le difficoltà nel coprire le spese quotidiane sono una realtà concreta. Tuttavia, il quadro normativo attuale offre diversi correttivi che, se sommati tra loro, permettono di raggiungere cifre ben più sostanziose, arrivando potenzialmente fino a 1.500 euro netti al mese in determinate condizioni.
Le opzioni disponibili per l’integrazione
Il sistema prevede diversi strumenti di supporto per chi non ha altre entrate. Oltre alle rivalutazioni straordinarie recentemente introdotte, i cittadini possono contare sull’integrazione al trattamento minimo e sull’assegno sociale. L’effetto combinato di queste misure può far lievitare l’importo percepito ben al di sopra della pensione base liquidata dall’Inps.
L’accesso a questi bonus non è però automatico né universale: ogni misura presenta requisiti specifici. Ad esempio, l’integrazione al trattamento minimo (che fissa la soglia a 611,85 euro) è riservata a chi ha versato contributi entro il 31 dicembre 1995. Al contrario, per l’assegno sociale (546,24 euro) è necessario aver compiuto 67 anni di età e rispettare determinati limiti reddituali.
Fonte: Money.it