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Onde di calore e fotovoltaico: lo studio che smentisce il mito della massima efficienza

Sebbene l'intensità del sole sia elevata, le temperature record riducono la resa dei moduli fino al 20%, con cali istantanei ancora più marcati.

Foto   Money.it

Con l’estate 2026 che sta segnando record temperature in Europa, superando spesso i 40°C, potrebbe sembrare intuitivo che il fotovoltaico sia al suo massimo rendimento. Tuttavia, la realtà tecnica è diversa. Un recente studio condotto dall’Università di Évora ha messo in luce una paradosso: l’energia solare pulita soffre proprio a causa del caldo eccessivo, che agisce come un fattore limitante per l’efficienza dei sistemi di generazione.

Calore eccessivo, prestazioni ridotte

Il funzionamento dei pannelli solari dipende dalla luce, non dal calore. Similmente a quanto accade con gli smartphone surriscaldati, le celle fotovoltaiche in silicio vedono la propria efficienza calare quando la temperatura supera gli standard di test di 25°C. In una giornata torrida, la superficie di un modulo esposto al sole può raggiungere i 70°C, causando una perdita di potenza stimata tra il 15% e il 20% proprio nelle ore di maggiore irradiazione.

L’analisi dei ricercatori sui grandi impianti solari durante le ondate di calore rivela che, nei momenti di picco termico, le prestazioni possono crollare fino al 90%, parzializzando di fatto la produzione energetica. Tuttavia, nel computo delle 24 ore, la perdita media si attesta attorno al 17,5%, grazie al recupero di efficienza nelle ore più fresche. Non vi sono danni permanenti: i moduli tornano operativi al 100% una volta rientrata la temperatura.

Fonte: Money.it

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