Le recenti tensioni geopolitiche e il conseguente rialzo dei prezzi energetici hanno riportato sotto i riflettori il rischio inflazionistico, rendendo le mosse delle Banche Centrali meno prevedibili. In questo scenario macroeconomico fragile, dove si teme una possibile stagflazione, i mercati obbligazionari stanno scontando nuovi rialzi dei tassi entro i primi mesi del 2027. Tale dinamica ha spinto verso l’alto i rendimenti, creando opportunità interessanti, anche se soggette a una volatilità speculativa.
Analisi del bond Romania 2029
Un’opzione che sta attirando l’attenzione degli investitori è rappresentata dal titolo sovrano della Romania (ISIN XS1892141620), con scadenza marzo 2029 e cedola fissa del 2,875%. Sebbene negoziato sul MOT con una liquidità non elevata (scambi giornalieri limitati), il titolo offre una prospettiva di guadagno superiore rispetto alle omologhe emissioni italiane. Lunedì scorso, il bond ha chiuso le contrattazioni a quota 97,56 centesimi, garantendo un rendimento effettivo a scadenza (TRES) lordo vicino al 4%.
Un’analisi numerica evidenzia la redditività dell’investimento: acquistando il titolo ai prezzi attuali, si incasserebbero circa 75,47 euro netti di cedole, unitamente a un guadagno in conto capitale di oltre 24 euro alla scadenza. Il risultato finale è un rendimento totale lordo superiore all’11%, che netto si assesta intorno al 10%. Questo risultato appare nettamente più competitivo rispetto ai rendimenti offerti dai BTP italiani con durata residua analoga.
Fonte: Money.it