Una “corsa all’oro” senza precedenti sta riportando l’attenzione globale sul Cile settentrionale, specificamente sull’arida Striscia di Maricunga. Dimenticando le immagini romantiche dei cercatori d’oro del passato, la nuova frontiera dell’estrazione è definita da tecnologie avanzate e investimenti massicci. In un contesto di mercato dove il metallo prezioso rimane un bene rifugio privilegiato, l’annuncio di due colossi del settore promette di influenzare pesantemente l’economia nazionale e i flussi di capitale internazionali.
Sicurezza geologica e piani industriali
I protagonisti dell’annuncio sono la società australiana Flagship Minerals e la canadese Tiernan Gold. Nel sito Isidora Norte, Flagship ha già iniettato nuovi fondi per trasformare l’area in una miniera a cielo aperto, sfruttando la vicinanza alle infrastrutture esistenti. Parallelamente, Tiernan Gold ha riferito che oltre il 90% delle riserve individuate nel progetto Volcán rientra in categorie di massima sicurezza geologica, permettendo stime estremamente precise sul volume del materiale estraibile. Secondo l’AD Paul Lock, questa conferma tecnica aprirà la strada alla produzione commerciale completa entro il 2027.
Le ricadute economiche potrebbero essere immediate, con un impatto significativo sull’occupazione e lo sviluppo locale. L’interesse dello Stato cileno è stato sottolineato dal supporto a progetti contigui, come il gigantesco giacimento Lobo Marte gestito da Kinross. Un piano da circa 3 miliardi di dollari prevede 21 anni di attività estrattiva, con l’obiettivo di estrarre 9,8 milioni di once d’oro. Tuttavia, l’operatività a quote elevate e in un ambiente desertico presenta sfide ingegneristiche notevoli, che richiederanno soluzioni tecniche avanzate per garantire la sostenibilità dell’intera operazione.
Fonte: Money.it