Un nuovo strumento di indebitamento europeo battezzato SAFE (Security Action for Europe) sta per essere attivato. Con una dotazione complessiva di 150 miliardi, il meccanismo prevede che la Commissione europea raccolga fondi sui mercati per poi prestarli agli Stati membri, con il vincolo che questi capitali siano investiti esclusivamente nel settore della difesa. L’Italia si è già mossa: il ministro degli Esteri Tajani ha anticipato una richiesta di circa 14,9 miliardi, precisando successivamente che si tratta di un tetto massimo.
Cambiano i protagonisti, non lo schema
L’architettura del piano ricorda da vicino precedenti strumenti come il Recovery Fund o i prestiti SURE utilizzati durante la pandemia. Si tratta di debito contratto a livello comunitario che gli Stati dovranno restituire. Seppure con sfumature diverse, le forze che compongono l’attuale maggioranza avevano in passato criticato aspramente questo tipo di finanziamenti, citando i rischi legati alle condizionalità e alla perdita di sovranità finanziaria.
Le argomentazioni a favore del ricorso al SAFE si basano sulla presunta convenienza dei tassi offerti da Bruxelles rispetto a quelli dei titoli di Stato italiani. Secondo alcune stesse ottimistiche riportate dai media, il risparmio sugli interessi potrebbe essere significativo se il prestito venisse esteso su lunghi periodi. Tuttavia, diversi economisti evidenziano come questi calcoli non tengano conto delle volatilità future dei mercati e dei costi di gestione della complessa struttura burocratica europea, suggerendo che il vantaggio economico netto potrebbe essere di gran lunga inferiore alle attese.
A differenza di altri paesi come la Germania, che hanno deciso di non ricorrere a questo fondo, l’Italia ha già presentato e ricevuto l’approvazione da parte della Commissione europea per il proprio Piano nazionale di investimento nella difesa. Nonostante le perplessità espresse da alcune aliante del governo, l’iter burocratico prosegue speditamente, confermando di fatto l’intenzione di legarsi a questo nuovo vincolo finanziario estero per finanziare la spesa militare.
Fonte: Money.it