Edizione di oggi Accedi Newsletter Abbonati
Markets & Finance
Mercati globali, economia e finanza — ogni giorno

Conviene più il BTP Italia Sì o un conto deposito vincolato in banca per 5 anni?

Investire sul reddito fisso con scadenza a 5 anni preferendo un rendimento noto a priori o variabile fino al termine? - Finanza personale / Titoli di Stato, Primo Piano, Conto deposito, Cedola, Reddito fisso (fixed income), BTP Italia Sì

Foto   Money.it

Venerdì 12 in cui il MEF ha svelato il tasso minimo garantito sul neo bond retail legato all’inflazione, per cui è possibile fare qualche considerazione in più. Confrontiamolo con un prodotto alternativo come il vincolo bancario a 60 mesi, per esempio. I due strumenti sono accomunati dalla durata massima dell’investimento e l’appartenenza alla stessa asset class, il reddito fisso.
Bene, ora chiediamoci se convenga di più il BTP Italia Sì o un conto deposito vincolato in banca per 5 anni.

Si fa presto a dire “meglio” questo o quel prodotto senza prima aver considerato i pro e i contro delle alternative. Spesso si guarda al guadagno quale unico parametro di scelta, ma prima di impegnare i propri soldi, frutto di lavoro e risparmi, è bene contare fino a dieci. Il conto deposito (CD), vincolato e non, è un contratto tra una banca e un investitore, tra due privati. Nel caso del BTP, Italia Sì incluso, il rapporto è tra lo Stato Italiano per il tramite del Tesoro e un investitore. In entrambi i casi l’emittente annuncia a priori le condizioni economiche e/o soggettive dell’offerta, che il cliente può accettare o no.

La differenza sulla natura del debitore si trascina dietro la seconda, ossia la garanzia sul capitale investito. Sul CD la garanzia prima è nella solidità patrimoniale della banca. In seconda battuta, quella del FITD (Fondo Interbancario Tutela Depositi) entro i limiti dei 100mila a depositante. Sui prodotti emessi dallo Stato è illimitata, ma forse non infinita. Nessuno può dirlo con certezza perché ad oggi non si è avuto un fallimento dello Stato Italiano per poter dire “com’è andata (realmente) a finire”.

Rendimento sopra il 3,00% in emissione sul neo BTP che scadrà tra 39 mesi

Una terza divergenza passa per il binomio spese e tasse, con il bilancio in chiaroscuro. Il vincolo bancario non prevede costi di gestione e non richiede il questionario Mifid, per cui è molto più snello sul fronte burocratico. Tutti i bond, invece, sia sovrani che non, comportano spese di gestione e la profilatura Mifid per poter aprire un conto titoli, necessario per la loro custodia. Il tema Fisco ribalta le considerazioni, dove il 12,50% dei bond di Stato è certamente più conveniente del 26% dei depositi. Inoltre il BTP gode dell’esenzione dall’imposta di successione e l’esclusione dal calcolo ISEE entro i limiti previsti dalla Legge.

Un altro aspetto controverso riguarda la disponibilità, la liquidità del capitale prima del termine. Sul CD può essere assente se la banca non apre allo svincolo anticipato. Nei casi in cui lo ammette non è raro che applichi delle penalità sugli interessi in tutto o in parte maturati fino al tempo dello svincolo. I BTP sono invece negoziati su mercati regolamentati da principio a fine, per cui la loro rivendita è sempre ammessa. Tuttavia, altra divergenza rispetto al CD, l’accesso al MOT espone al rischio di mercato, cioè a prezzi sopra o sotto cento in base alle condizioni dominanti. Un rischio assente nel CD dato che il controvalore riscattato alla chiusura anticipata non è inferiore al versato, al netto delle eventuali tasse.

In sintesi

Notizia in aggiornamento. La nostra redazione seguirà gli sviluppi e le reazioni dei mercati nelle prossime ore.

Fonte: Money.it

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *