Un recente documento della Banca d’Italia evidenzia una trasformazione strutturale nelle abitudini di spesa delle famiglie, segnando un netto distacco rispetto al passato. Se un tempo i consumi erano dominati dall’acquisto di beni fisici e tangibili, oggi si registra un’inversione di tendenza a favore dell’immaterialità e della fruizione di servizi, un fenomeno accelerato dalla digitalizzazione e noto come “servitizzazione”.
La corsa dei servizi essenziali e la tecnologia
L’analisi, che confronta i dati attuali con quelli del 1998, mostra come la voce di spesa relativa a generi alimentari ed energia sia progressivamente diminuita, scendendo dal 36% al 28% del totale. In controtendenza, sono invece esplosi i costi per la tecnologia, triplicati nel periodo considerato, e soprattutto le spese “obbligate”, ovvero affitti, assicurazioni, sanità e istruzione, che hanno raggiunto quasi il 29% del budget familiare.
A modificare la piramide dei consumi non sono stati solo fattori economici, ma anche cambiamenti demografici profondi. L’invecchiamento della popolazione e la riduzione della dimensione media dei nuclei familiari, con un boom delle famiglie composte da una sola persona, hanno ridisegnato le priorità. Negli ultimi anni si è assistito a un sorpasso storico: la quota di budget destinata ai servizi essenziali ha superato quella per i beni di prima necessità.
Fonte: Money.it