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Budget familiari, il peso dei servizi supera i beni: l’analisi di Bankitalia

Secondo uno studio di Palazzo Koch, la struttura dei consumi in Italia è mutata profondamente negli ultimi vent'anni, con una spesa sempre più orientata verso voci “obbligate” e digitali a scapito dei beni materiali.

Foto   Money.it

Un recente documento della Banca d’Italia evidenzia una trasformazione strutturale nelle abitudini di spesa delle famiglie, segnando un netto distacco rispetto al passato. Se un tempo i consumi erano dominati dall’acquisto di beni fisici e tangibili, oggi si registra un’inversione di tendenza a favore dell’immaterialità e della fruizione di servizi, un fenomeno accelerato dalla digitalizzazione e noto come “servitizzazione”.

La corsa dei servizi essenziali e la tecnologia

L’analisi, che confronta i dati attuali con quelli del 1998, mostra come la voce di spesa relativa a generi alimentari ed energia sia progressivamente diminuita, scendendo dal 36% al 28% del totale. In controtendenza, sono invece esplosi i costi per la tecnologia, triplicati nel periodo considerato, e soprattutto le spese “obbligate”, ovvero affitti, assicurazioni, sanità e istruzione, che hanno raggiunto quasi il 29% del budget familiare.

A modificare la piramide dei consumi non sono stati solo fattori economici, ma anche cambiamenti demografici profondi. L’invecchiamento della popolazione e la riduzione della dimensione media dei nuclei familiari, con un boom delle famiglie composte da una sola persona, hanno ridisegnato le priorità. Negli ultimi anni si è assistito a un sorpasso storico: la quota di budget destinata ai servizi essenziali ha superato quella per i beni di prima necessità.

Fonte: Money.it

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