Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha definito la strategia per il settore automotive con il Decreto Automotive 2026, che mette in gioco un plafond di 1,34 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato dal Ministro Adolfo Urso è quello di trasformare la filiera industriale spostando il focus dai semplici sconti all’acquisto verso il sostegno strutturale alle imprese. La fetta più consistente delle risorse, circa il 70%, sarà assorbita dagli Accordi per l’innovazione e dai Contratti di sviluppo, volti a incentivare la ricerca e la riconversione produttiva.
Le nuove misure per i veicoli commerciali
Le novità riguardano da vicino anche le flotte delle piccole e medie imprese. Il testo introduce contributi specifici per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi di categorie N1 e N2, con un occhio di riguardo per la riduzione delle emissioni. Gli importi degli incentivi variabili in base alla massa del veicolo e alla tipologia di alimentazione, con premialità significative legate alla rottamazione di usati fino alla classe Euro 4.
Nello specifico, per i veicoli elettrici a batteria o a idrogeno, i contributi massimi raggiungono i 20.000 euro nel caso di rottamazione per i mezzi più pesanti (tra 4,25 e 7,2 tonnellate). Per le alimentazioni tradizionali, invece, gli aiuti sono inferiori e accessibili solo mediante la rottamazione di un mezzo usato della stessa categoria.
Il pacchetto di misure include ulteriori interventi mirati alla mobilità sostenibile. Tra questi spiccano i fondi per la conversione dell’alimentazione di auto già circolanti a GPL o metano (con incentivi fino a 800 euro), i contributi per i veicoli della categoria L (motocicli e quadricicli) e il supporto per l’installazione di colonnine di ricarica domestiche. Infine, è prevista l’introduzione di un programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale.
Fonte: Money.it