La pubblicazione dei cedolini pensionistici di agosto ha portato buone notizie per molti contribuenti, che vedono finalmente riconosciuto il rimborso Irpef con un assegno più ricco. Tuttavia, una parte dei pensionati rimane sorpresa nel notare l’assenza di qualsiasi conguaglio nella propria rata mensile, nonostante avessero completato la compilazione del modello 730.
Il rischio del ‘fai da te’ digitale
L’ anomalia sembra riguardare prevalentemente chi ha gestito autonomamente la dichiarazione dei redditi congiunta senza l’ausilio di un professionista o di un Caf. L’errore risiede nella convinzione che sia sufficiente compilare il modulo dal profilo del dichiarante principale per procedere all’invio. In realtà, come accade per la richiesta dell’Isee, la procedura digitale richiede un passaggio obbligatorio e distinto per ciascun coniuge.
Quando si presenta un 730 congiunto, l’Agenzia delle Entrate predispone due distinte bozze di dichiarazione, una per ogni soggetto. È imperativo che entrambi i coniugi accedano alla propria area riservata per verificare e confermare i dati. Chi non compila materialmente la dichiarazione deve selezionare l’opzione ‘Sì, come coniuge’ e confermare la scelta nella sezione dedicata, affinché i dati possano confluire nel quadro finale del dichiarante principale.
Il rimborso viene elaborato solo dopo che il dichiarante ha visualizzato il prospetto di liquidazione unico e completato l’invio definitivo, ottenendo la specifica ricevuta. Senza la conferma reciproca e l’invio finale da parte del dichiarante, il modello resta in sospeso. Fortunatamente per chi ha commetto l’errore, c’è ancora tempo per rimediare e ottenere il credito spettante, completando correttamente la procedura.
Fonte: Money.it