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Anthropic citata in giudizio per presunta frode sugli abbonamenti di Claude. Sotto accusa i limiti d’uso

Anthropic sta per finire in tribunale. Una class action accusa l'azienda di aver fornito informazioni fuorvianti sui limiti di utilizzo degli abbonamenti premium di Claude. - News imprese / Intelligenza artificiale , Denuncia, Claude AI, Anthropic

Foto   Money.it

L’intelligenza artificiale diventa parte integrante della vita quotidiana e del lavoro ogni giorno che passa, ma crescono anche le aspettative in termini di trasparenza. Ora una delle aziende di AI più importanti del settore si trova ad affrontare un’indagine legale per verificare se i clienti abbiano effettivamente ricevuto il servizio per cui credevano di aver pagato.

Anthropic, la società dietro alla creazione del chatbot Claude, è stata citata in giudizio in un tribunale federale con l’accusa di aver presumibilmente fornito informazioni fuorvianti agli abbonati sui limiti di utilizzo dei suoi piani premium. Nella denuncia, presentata in California, si richiede lo status di class action e potrebbe diventare un importante caso di riferimento per le modalità di commercializzazione dei servizi in abbonamento da parte delle aziende di intelligenza artificiale.

La causa è stata intentata per conto di Karl Kahn, residente a Washington, DC, il quale sostiene che gli abbonamenti premium Claude Max di Anthropic offrissero un utilizzo notevolmente inferiore a quello pubblicizzato. Al centro della controversia ci sono due piani tariffari: il piano Max 5x, che costa 100 dollari al mese, e il piano Max 20x (200 dollari al mese). Anthropic pubblicizza questi piani come se offrissero rispettivamente una capacità di utilizzo delle risorse di calcolo cinque e venti volte superiore rispetto all’abbonamento Pro standard, che costa tra i 17 e i 20 dollari al mese.

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Secondo la denuncia, tuttavia, il livello di accesso effettivamente erogato agli abbonati era ben al di sotto delle aspettative. La causa sostiene che i clienti facevano fatica a comprendere i propri limiti di utilizzo reali e spesso non erano nelle condizioni di stabilire quanto accesso rimanesse loro prima che venissero imposte delle restrizioni all’uso.

Inizialmente Kahn utilizzava Claude occasionalmente per attività personali, prima di farne un uso più intensivo per il suo lavoro da programmatore. Nella denuncia si afferma che ad aprile di quest’anno l’utente ha effettuato l’upgrade al piano Max 20x, aspettandosi un accesso notevolmente più ampio. Invece, stando alla denuncia, si è imbattuto nei limiti d’utilizzo molto prima del previsto.

In sintesi

Notizia in aggiornamento. La nostra redazione seguirà gli sviluppi e le reazioni dei mercati nelle prossime ore.

Fonte: Money.it

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