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Pensioni in Europa, lo scenario OCSE: età lavorativa fino a 74 anni in Danimarca

Le proiezioni europee sull'adeguamento dei requisiti previdenziali indicano un generalizzato rincaro dell'età pensionabile, con il Belpaese chiamato a raggiungere quota 70 entro fine secolo.

Foto   Money.it

Le prospettive demografiche dell’Unione Europea impongono un ripensamento strutturale dei sistemi previdenziali. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento del rapporto tra pensionati e occupati, il modello a ripartizione è sotto pressione, costringendo i governi a rivedere al rialzo i requisiti per l’uscita dal mercato del lavoro.

In Italia, il percorso è già tracciato dalle normative vigenti: a partire dal prossimo anno è previsto un incremento di due mesi per la pensione di vecchiaia e anticipata, ad eccezione delle mansioni gravose. Secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato, ulteriori rialzi sono attesi per il biennio 2029-2030, portando il Paese verso i 70 anni di età pensionabile entro la fine del secolo, in linea con quanto previsto per Paesi Bassi, Svezia e Cipro.

Il rapporto Pensions at a Glance 2025 dell’OCSE evidenzia che questo rialzo è un trend continentale. Entro il 2060, l’età legale media per gli uomini nell’UE dovrebbe passare dagli attuali 64,7 anni a 66,7 anni, mentre per le donne l’incremento sarà di 2,4 anni. La situazione più riguardante emerge dai dati specifici per stato: la Danimarca è il paese con la proiezione più ambiziosa, con un’età pensionabile che potrebbe arrivare a 74 anni, seguita dall’Estonia (71 anni).

Fonte: Money.it

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