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Pensioni, lo scatto minimo: salari sotto i 1.500 euro rischiano il nulla

Le proiezioni finanziarie evidenziano un paradosso nel sistema contributivo: con stipendi medi inferiori a 1.480 euro lordi e carriere brevi, non si raggiunge la soglia di accesso all'assegno pensionistico.

Foto   Money.it

I recenti dati prospettici sul sistema previdenziale nazionale evidenziano un rischio significativo per i lavoratori con carriere instabili e retribuzioni medio-basse. Il passaggio al metodo contributivo puro ha creato un legame diretto tra l’entità degli stipendi percepiti durante la vita lavorativa e la capacità di maturare un assegno pensionistico idoneo. In particolare, chi ha percepito retribuzioni vicine ai 1.000 euro netti mensili si trova ora di fronte a una prospettiva di previdenza futura estremamente incerta.

Il nodo dei requisiti economici

Per i lavoratori che hanno iniziato l’attività dopo il 1996, i requisiti per la pensione di vecchiaia sono più stringenti rispetto al semplice raggiungimento dell’età di 67 anni e dei 20 anni di contributi. È necessario, infatti, superare la soglia dell’Assegno Sociale, che nel 2026 è fissata a 546,24 euro mensili (circa 7.101 euro annui). Applicando il coefficiente di trasformazione attuale per l’età di 67 anni, emerge che per garantire questo vitalizio minimo è necessario aver accumulato un montante contributivo di circa 126.625 euro.

Questa matematica impone una soglia salariale minima per chi possiede carriere contributive brevi, tipiche del mercato odierno. Ipotizzando una carriera standard di 20 anni, calcolando l’aliquota di accantonamento al 33% e ignorando le rivalutazioni, emerge che una retribuzione lorda annua inferiore a 19.200 euro (circa 1.480 euro mensili su 13 mensilità) non permetterebbe di raggiungere il montante necessario. Pertanto, uno stipendio medio di 1.000 euro, sommato alla discontinuità lavorativa, potrebbe rendere impossibile non solo avere una pensione dignitosa, ma persino ottenere il diritto al pensionamento all’età prevista per la vecchiaia.

Fonte: Money.it

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