Con il provvedimento numero 182408, firmato lo scorso 17 giugno, l’Amministrazione finanziaria ha aggiornato i protocolli per selezionare i modelli 730 soggetti a controllo preventivo. L’obiettivo è individuare le dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza rispetto ai dati già in possesso dell’Agenzia, mantenendo saldi i criteri di rischio. La verifica scatta principalmente quando il contribuente apporta modifiche al precompilato che alterano la determinazione del reddito o dell’imposta, generando un rimborso a favore.
Situazioni a rischio di accertamento
Particolare attenzione è riservata alle dichiarazioni che modificano le detrazioni per importi superiori a 4.000 euro o che mostrano significativi scostamenti rispetto al reddito dichiarato negli anni precedenti. Anche la semplice variazione, a vantaggio del contribuente, delle detrazioni d’imposta può attivare i controlli automatizzati. È quindi consigliabile disporre preventivamente di tutta la documentazione giustificativa delle spese sostenute per difendersi in caso di richiesta di chiarimenti.
I controlli, che spettano a tempo debito, interessano sia i 730 presentati autonomamente sia quelli affidati al sostituto d’imposta. Le verifiche devono concludersi entro quattro mesi dalla trasmissione del modello. In caso di esito positivo, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro il sesto mese successivo alla scadenza, e non attraverso la busta paga, facendo slittare i tempi di incasso rispetto alla standard procedure.
Fonte: Money.it