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Chi è e quanto guadagna Ruben Amorim, il nuovo allenatore del Milan

Dalle stelle in Portogallo alle stalle (seppur ben pagate) al Manchester United: Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan, chiamato a risollevare il Diavolo dopo stagioni difficili - Calcio / Portogallo, Milan, Calcio, allenatore

Foto   Money.it

Dopo un casting quasi infinito, la proprietà del Milan ha scelto il nuovo allenatore: si tratta di Ruben Amorim, il 41enne portoghese reduce da un idillio mai cominciato al Manchester United. Una figura intrigante, innovativa e comunque vincente, considerata l’epopea in patria sia da giocatore che da allenatore, sempre con Benfica e Sporting di Lisbona. Quell’aura «guardiolistica» avanguardista si è un po’ sbiadita in Inghilterra, dove però, dopo l’era Sir Alex Ferguson, hanno fallito praticamente tutti a Manchester.

Sarà Amorim il profilo giusto per risollevare le sorti del Diavolo? I due campionati mediocri consecutivi non lasciano ben sperare i tifosi, anche se la tabula rasa societaria adesso può appigliarsi a un tecnico di peso e, nonostante la giovane età, comunque esperto di mondi. Ecco quanto percepirà come tecnico del Milan.

Nato a Lisbona il 27 gennaio 1985, Amorim è stato da calciatore un centrocampista tutto cuore e poca gloria: 106 partite col Belenenses, poi il Benfica dal 2008, le ginocchia che lo tradiscono più volte, un prestito al Braga, uno in Qatar e il ritiro a 32 anni con 14 presenze in nazionale, due Mondiali inclusi. Non il curriculum di un fuoriclasse, ma quello di chi il calcio l’ha assorbito per poi restituirlo trasformato in intelligenza tattica.

Da allenatore, invece, ha bruciato le tappe con lucidità chirurgica. Dopo il fugace passaggio al Casa Pia – terminato con una squalifica per irregolarità da bordo campo – riparte dallo Sporting Braga: il 25 gennaio 2020 porta a casa la Coppa di Lega portoghese battendo il Porto 1-0 in finale. Abbastanza per convincere lo Sporting Lisbona a sborsare 10 milioni di euro per strapparglielo. Con i Leões è un trionfo dopo l’altro: nel 2021 riporta il titolo portoghese a Lisbona dopo 19 anni di astinenza, impresa poi bissata nel 2023-2024, con nel mezzo una Supercoppa e due Coppe di Lega.

Il suo 3-4-3 diventa il marchio di fabbrica che lo proietta nell’orbita delle big europee. Poi arriva il Manchester United: annunciato il 1° novembre 2024, in Inghilterra l’idillio non scatta mai. Il club chiude quindicesimo in Premier League, la finale di Europa League viene persa contro il Tottenham (1-0) e il 5 gennaio 2026 uno sfogo in conferenza stampa sigilla l’esonero.

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In sintesi

Notizia in aggiornamento. La nostra redazione seguirà gli sviluppi e le reazioni dei mercati nelle prossime ore.

Fonte: Money.it

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