Viaggiare in classe economica su tratte intercontinentali comporta spesso l’incombenza di dover restare seduti per molte ore, con limitato spazio per le gambe e scarse possibilità di riposo. Tradizionalmente, la possibilità di distendersi completamente è stata un privilegio esclusivo della Business Class, riservata a chi può sostenere costi elevati. Tuttavia, il panorama dell’aviazione sta cambiando grazie all’introduzione di soluzioni intermedie che mirano a rendere il sonno accessibile anche a chi viaggia in economy.
Le innovazioni degli operatori internazionali
A spingere verso questa nuova direzione è spesso la necessità di gestire rotte ultra-lunghe. È il caso di Air New Zealand, che dopo il successo dello “Skycouch” — che trasforma tre sedili in un piano d’appoggio orizzontale — ha annunciato lo “Skynest” per la tratta Auckland-New York. Si tratta di sei cabine con letti a castello dedicate all’economy, prenotabili per sessioni di quattro ore a un prezzo di circa 495 dollari, basandosi su studi scientifici sul ciclo del sonno REM.
Anche le compagnie americane ed europei stanno rispondendo a questa domanda di comfort. United Airlines ha annunciato che a partire dal 2027 introdurrà la “Relax Row” sui suoi Boeing 787 e 777, prevedendo di estendere la soluzione a 200 aeromobili wide-body entro il 2030. Il sistema permette di sollevare i poggiagambe per creare una superficie piana completa di materassino, migliorando sensibilmente l’esperienza sui voli di oltre dieci ore e offrendo kit dedicati per le famiglie. Similmente, Lufthansa propone dal 2021 la “Sleeper’s Row” sui voli verso l’Asia e le Americhe: prenotando un’intera fila si ricevono materasso e piumone per costruire il proprio letto.
Il trend è diffuso anche nel continente asiatico. All Nippon Airways (ANA) offre il sistema “COUCHii” sugli Airbus A380 che collegano il Giappone alle Hawaii, convertendo gruppi di tre o quattro sedili in superfici per dormire. Altre compagnie come Air Astana e Vietnam Airlines stanno integrando servizi simili, dimostrando come la ricerca di un maggiore riposo sia diventata una priorità trasversale per i viaggiatori di lungo raggio.
Fonte: Money.it